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Europa in biblioteca

, di Domenico Ciccone

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Con l’iniziativa “Europeana l’U.E. intende rendere accessibile online il patrimonio culturale e scientifico europeo. Si tratta di una biblioteca, archivio e museo digitale.

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Grazie alla collaborazione sia della comunità europea sia di vari siti di istituzioni culturali è previsto che si possano superare i 6 milioni di oggetti digitali accessibili agli utenti. Si conta inoltre di poter raggiungere degli accordi per cui anche i materiali coperti da diritti d’autore e quelli fuori stampa o non più distribuiti possano essere consultabili. Infatti contrariamente a quanto succede in alcuni siti che assomigliano a “Europeana”, non tanto per gli intenti previsti quanto per il principio di digitalizzazione, come ad esempio Google Books, sarà adesso possibile consultare per intero le opere e non limitarsi a frammenti di libri; in più l’orizzonte sarà decisamente più esteso, accogliendo tutto ciò che può essere definito cultura: opere scritte, quadri, fotografie o materiali audiovisivi che siano. Come una grande enciclopedia, l’Unione Europea si propone l’obiettivo di fornire materiale e dati con lo scopo di una acculturazione e preparazione generale che sia professionalmente spendibile. Non si tratta quindi di un progetto che cerca di sponsorizzare solo l’Europa, ma ne sponsorizza anche la cultura, il sapere.

Per capire meglio il progetto ed approfondire alcuni temi ad esso collegati, abbiamo intervistato [Viviane Reding?] Commissario europeo per la Società dell’informazione e i Media.

Come procede lo sviluppo del pregetto?

Sta crescendo sotto il profilo dell’utenza e in termini di numero di oggetti a cui si ha accesso. Quando Europeana fu lanciata la prima volta il 20 Novembre, sul sito ci furono più di 10 milioni di visite all’ora. Ha avuto più utenti e visite di quanti ne abbia avuti il suo predecessore, ‘The European Library’ , lanciato dalle biblioteche nazionali, in un solo anno! Questo ha dimostrato che c’è un molto più ampio interesse verso l’Europa e il suo patrimonio culturale, anche rispetto alle più rosee previsioni; e continua a crescere: 60.000 nuovi utenti hanno richiesto di essere registrati in Europeana dal 20 Novembre.

Ora il trucco è fare in modo che essi ritornino per qualcosa di più. Europeana è nata con 2 milioni di oggetti, che è un inizio formidabile, ma ci aspettiamo che nuove collezioni possano essere aggiunte da più istituzioni culturali vicine all’Europa. Questo può essere fatto solamente attraverso l’incremento dei costi di digitalizzazione negli Stati Membri, e questo è il motivo per quale la Commissione Europea supporta e noi li incoraggiamo a continuare gli investimenti in quest’area.

I fan di Europeana si possono anche aspettare che il sito diventi più multilingue e interattivo negli anni a venire: con funzioni come la presenza di zone che si rivolgano a comunità di interesse speciale o la possibilità di creare biblioteche digitali, “proprie,personalizzate”, con contenuti scelti dagli utenti stessi.

Pensa che il periodo di crisi che stiamo attraversando possa influire sullo sviluppo di Europeana?

In generale, io penso che dovremmo vedere la nostra forte, vibrante e incredibilmente varia cultura europea come una risorsa per la crescita dell’economia, perché è attraverso il nostro scambio culturale che nascono le nuove idee che poi risultano di maggiore innovazione. Europeana è un grande esempio di questo. Offrirà a chiunque interessato in letteratura, storia, arte o cinema una semplice via per trovare materiale culturale da tutta Europa materiale in formato digitale e gratuito. Sono sicura che attrarrà studenti e ricercatori con la sua vasta scelta virtuale di materiale di tutte le discipline; ma sarà anche facile da usare da giovani studenti e famiglie per i compiti o per divertimento. Può essere semplicemente una risorsa di inspirazione e scambio per chiunque interessato nel mondo.

Io non penso che nessuno delle persone che visitano Europeana e generalmente interessata alla cultura, perderà la passione per la propria solo perché l’economia non è florida. Al contrario, prendiamo per esempio le vendite dei DVD – stanno crescendo, il che mostra che l’interesse alla cultura sta anche aumentando. Io penso che Europeana beneficerà particolarmente da questa crescita, poiché può portare i vessilli della cultura europea come la Mona Lisa o immagini della casa e della tomba del fisico e astronomo italiano Galileo Galilei nel salotto di ognuno.

Europeana può anche essere vista come una grande pubblicità per musei, istituzioni culturali e l’intera industria del turismo di paesi con culture davvero ricche come l’Italia. Fin qua quanto messo in evidenza mostra una relazione positiva tra la presenza di internet e il numero di persone che in realtà visitano le istituzioni culturali. La gente si interessa in base a ciò che trova in internet e quindi vuole vedere l’opera in questione dal vivo e non solo sugli schermi.

Pensa che Europeana possa essere una risposta all’enciclopedismo americano?

Io penso che Europeana sia davvero un progetto culturale unico non commerciale, come del resto gli utenti scopriranno quando incominceranno ad esplorarlo. Crea uno spazio multimediale nella rete per chiunque sia interessato alla cultura europea, sfogliando biblioteca multimediale, museo e archivio in un unico sito supportato dalla tecnologia Web 2.0.

Europeana porterà insieme, attraverso un punto di accesso singolo, materiale digitalizzato (libri, documenti provenienti da archivi, materiale audiovisivo, dipinti) da differenti tipi di istituzioni culturali (archivi, musei, archivi audiovisivi e biblioteche). Permetterà anche agli utenti di mettere tutti quei differenti oggetti nel proprio contesto storico, e vedere per esempio ciò che inspirò Leonardo da Vinci durante la sua vita. E portando insieme, per esempio, molti lavori da uno stesso autore, i quali sono divulgati in tutta Europa con rilevanti documenti d’archivio, così come libri scritti sulla vita dell’autore, Europeana dà davvero un quadro completo. Per tutte queste ragioni, Europeana è molto più specifica di un generico motore di ricerca o di un’enciclopedia: ti darà meno risultati, ma più precisi e specifici.

Altre forti caratteristiche che Europeana può offrire, sono evidentemente la qualità e l’autenticità dei contenuti, garantiti dalle organizzazioni culturali dietro il servizio, e la sua apertura in termini di istituzioni culturali che possono partecipare e riusare i materiali.

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P.S.

Fonte dell’immagine: Europeana

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