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Francia: Quale candidato/a è per un’Europa federale?

, di Jonathan Leveugle, Traduzione di Miriam Postiglione e Luca Lionello

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La campagna presidenziale è al culmine ma lascia poco spazio all’Europa e ancora meno al federalismo. Pertanto, come sapere quale è la posizione esatta dei candidati sul futuro della costruzione europea? Vi proponiamo di passare in rassegna i programmi dei candidati e delle candidate e di vedere se un/a federalista si nasconde tra uno di questi.

In primo luogo escludiamo dalla nostra analisi i candidati nazionalisti e anti-europei quali Marine le Pen, Nicolas Dupont-Aignan e Jacques Cheminade. Non è necessario passare ore a studiare i loro programmi per aspettarsi che alcuna forma di federalismo vi si nasconde. Essi sono contrari all’euro e condannano l’Unione europea dopo Maastricht.

Contro l’Europa capitalista e per l’Europa dei popoli

I tre candidati di estrema sinistra N. Artaud, P. Puotou e J-L Mélenchon non si esprimono in modo chiaro a favore o contro una forma di federalismo. Nei loro programmi si trova la critica ad un’Europa divenuta liberale e capitalista lontana dai popoli e dai lavoratori europei.

P. Poutou propone un’ Europa dei lavoratori “che pianifichi democraticamente la produzione e gli scambi preoccupandosi di preservare la natura e l’ ambiente”. L’ Europa è un “combattimento internazionalista” per il candidato del Nouveau Parti Anticapitaliste che è contrario ai pregiudizi nazionalisti e propone la “solidarietà dei lavoratori, dei giovani, degli esclusi, la prospettiva di una lotta comune, radicale e massiva delle classi popolari dei diversi paesi europei contro l’ austerità e il capitalismo in crisi.” Il NPA si definisce come “europeo ma più in generale, internazionalista”.

N. Artaud e lotta operaia afferma che “ l’ unificazione reale dell’ Europa è una necessità ed è il futuro”. Ma non vede nell’ UE attuale altro che una “caricatura” che è “esclusivamente quella dei capitalisti e dei banchieri, non dei popoli ne dei lavoratori”.

J-L Mélenchon auspica l’ uscita dal Trattato di Lisbona che “impone la concorrenza libera e non falsata a scapito dei diritti sociali conquistati attraverso lotte democratiche e operaie del secolo scorso”. Egli chiede la creazione di un “fondo europeo di sviluppo sociale, ecologico e solidale” al posto che “ un nuovo trattato europeo e un rifacimento degli statuti e degli obiettivi della BCE”.

Si può vedere in questa Europa dei popoli e dei lavoratori una forma di federalismo europeo?

Nicolas Sarkozy, per un’Europa intergovernativa

L’UMP e il suo candidato Nicolas Sarkozy non sono favorevoli a un’ Europa federale; il Bureau degli Jeunes Européens-France ha criticato Sarkozy in occasione del suo discorso a Tolone nel dicembre del 2011.

Il candidato ha una visione intergovernativa dell’ Europa e ritiene che un suo progresso non sarà possibile se non per mezzo dei capi di stato e di governo. È attraverso la loro cooperazione che i progetti europei potranno avanzare. Egli attribuisce in questa una grande importanza alla coppia franco-tedesca riguardo all’ iniziativa e alla direzione del Consiglio e tiene poco conto delle istituzioni comunitarie come la Commissione.

Per l’ UMP, la legittimità democratica europea non è detenuta da altri che dai capi di stato e di governo. Lontano dal proporre delle riforme democratiche in favore degli organi comunitari, N. Sarkozy preferisce appoggiarsi agli stati europei per legittimare gli avanzamenti europei.

Qual’è l’Europa di François Hollande?

La visione europea di François Hollande non è definita in modo chiaro. Il suo programma non presenta che tre proposte per l’ Europa. La più famosa è quella della rinegoziazione del trattato europeo per “privilegiare la crescita e l’ occupazione” e la creazione di euro-bond. Desidera anche sostenere la “creazione di nuovi strumenti finanziari per lanciare dei programmi industriali innovativi” e porre in essere “un’ imposta clima energia alle frontiere dell’Europa” per ostacolare “tutte le forma di concorrenza sleale”.

A questo si può aggiungere la volontà di creare un’ agenzia di rating europea e una revisione della PAC per incoraggiare “la promozione di nuovi modelli produttivi”.

Il candidato socialista non si è pronunciato a favore di un’ Europa federale e tutto lascia credere che continuerà con un’ Europa intergovernativa. F. Hollande non ha fatto dichiarazioni a favore di un federalismo europeo né a favore di un rafforzamento degli organi comunitari. Egli conta di fare leva sulle forze social- democratiche europee per portare avanti la sua visione dell’Europa.

François Bayrou, per un rafforzamento degli organi comunitari

Il candidato del Modem non si pronuncia per un’ Europa federale. Durante gli Stati Generali d’Europa, ha affermato di preferire il termine cooperazione a quello di federalismo che giudica troppo polisemico.

In compenso, François Bayrou si pronuncia chiaramente a favore di un’Europa comunitaria “con una commissione di pieni poteri incaricata della difesa dell’interesse generale europeo”. Allo stesso tempo, desidera rafforzare “agli occhi dei governi nazionali e agli occhi dei cittadini europei la legittimità dei dibattiti del Parlamento europeo”. Si prefissa di “riconoscere la zona euro come una zona di solidarietà e di permettere alla BCE di intervenire direttamente o per mezzo di un organismo interposto, nel momento in cui gli stati abbiano bisogno di rifinanziare il proprio debito”.

In materia di difesa, vuole “portare avanti una politica comune”. Propone inoltre “di eleggere un presidente dell’ Unione europea a suffragio universale il quale incarni, a fronte degli interessi nazionali, l’interesse superiore dell’unione”.

Tutte queste proposte sono a favore di un rafforzamento degli organi comunitari al fine di permettere la creazione di un’Europa politica e democratica. Si prefigge innanzitutto di ridare legittimità alla Commissione e al Parlamento europeo da parte dei cittadini e di dare loro un ruolo preponderante nelle decisioni dell’ Unione.

Eva Joly, per un’Europa federale

La candidata di Europe Ecologie les Verts si è pronunciata in modo chiaro in favore di un’Europa federale. Se fosse eletta, “la Francia proporrà di lanciare un nuovo processo costituente che permetta di dotare l’ Europa di una costituzione degna di questo nome”, che sarà adottata attraverso un “referendum europeo”. Al fine di “ far avanzare l’ Europa verso il federalismo.”

La candidata di EELV propone anche una “rateizzazione parziale dei debiti pubblici degli stati per mezzo di eurobonds”.

Durante gli Stati Generali d’ Europa, ha evocato la volontà del suo gruppo di condurre l’ Europa verso il federalismo.

Ciascuno potrà comparare le proposte degli uni e degli altri con la propria opinione sull’ Europa e sul federalismo. Ogni partito sviluppa una visione differente dell’Europa e della sua modalità di governance della quale è importante rendersi conto. Che lo si voglia o no, il prossimo capo di stato francese avrà un ruolo importante all’interno della costruzione europea dei prossimi cinque anni. L’Unione europea può prendere una direzione più o meno differente da quella che ha attualmente alla luce dei risultati del 6 maggio.

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P.S.

Immagine: il Palazzo dell’Eliseo. Fonte: Flickr.com

Per chi conosce il francese, alcuni link utili sono indicati nella versione originale dell’articolo.

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