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L’indipendenza della Banca Centrale Europea

, di Pietro De Matteis

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Uno dei risultati del Trattato di Maastricht fu la creazione dell’Istituto Monetario Europeo, presieduto da Wim Duisenberg, sostituito nel 1998, dalla Banca Centrale Europea. L’obiettivo principale, secondo quanto prevedono trattati, è mantenere la stabilità dei prezzi in seguito definita attraverso il mantenimento di un tasso d’inflazione inferiore, ma vicino al 2%.

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Questo parametro fece scaturire numerose polemiche sia per quanto riguarda il valore scelto, definito arbitrario, sia per la preferenza data allo stesso “obiettivo inflazione” a discapito di altri nella definizione della politica monetaria della Banca Centrale Europea.

Ad oggi la BCE ha competenza esclusiva nella definizione della Politica Monetaria della zona Euro ed insieme al Sistema Europeo delle Banche Centrali (composto dalle Banche Centrali dei 27 paesi dell’UE) ed all’Eurosystem (composto dalle Banche Centrali dei paesi che hanno adottato l’Euro) definisce gli strumenti utili ad attuare la propria politica monetaria.

Senza pregiudicare il suo obiettivo primario la BCE considera anche come la propria attività possa favorire l’incremento del tasso d’occupazione e la crescita economica. Tuttavia è chiara la priorità data all’obiettivo “stabilità dei prezzi” e la ragione sta nel fatto che UE non gode, ad oggi, di un vero e proprio bilancio federale che permetta di praticare politiche anticicliche (i Fondi Strutturali, come dice il nome stesso, non sono considerabili utili a tale scopo). All’interno dell’Unione Europea, cosi come nella zona Euro, vi sono economie non completamente sincronizzate: questo fa si che il miglior risultato ottenibile dalla Banca Centrale Europea sia quello di avere una Politica Monetaria neutra, volta dunque a promuovere la stabilità dei prezzi.

Questa è infatti una condizione necessaria (ma non sufficiente) per permettere la crescita e l’occupazione e dona un più alto livello sicurezza agli operatori economici nel medio/lungo periodo garantendo quindi più bassi tassi d’interesse.

[(In questi giorni la BCE è nel mirino di politici, giornalisti e investitori per due ragioni: in primo luogo il suo importante ruolo, insieme alla FED ed alle altre Banche Centrali, nell’evitare la crisi finanziaria dovuta alla scarsa liquidità presente nel sistema bancario; in secondo luogo per il suo futuro assetto istituzionale legato alla stesura del Reform Treaty che sostituirà quello che sarebbe dovuto essere il “Trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa”.

Per quanto riguarda la seconda questione la presidenza portoghese ha riformulato alcuni articoli riguardanti la BCE rispetto a quanto fu proposto durante la Conferenza Intergovernativa del 2004. In particolare la BCE è stata elencata insieme alle altre istituzioni europee e la frase “ la Banca Centrale Europea è un’istituzione” è stata rimossa.

...potrebbe portare ad una minor indipendenza della BCE dalle altre Istituzioni Europee e specialmente dai governi nazionali.

Il presidente J. C. Trichet è chiaramente preoccupato per i possibili sviluppi che potrebbero seguire ad una tale modifica. Tale modifica infatti potrebbe portare ad una minor indipendenza della BCE dalle altre Istituzioni Europee e specialmente dai governi nazionali.

Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha già dimostrato in diverse occasioni di desiderare una BCE che tenga in maggiore considerazione le condizioni economiche degli stati membri durante la fase di definizione della propria politica economica. In particolar modo gradirebbe avere maggiore voce sia nella politica di cambio dell’Euro con le altre valute, sia nella scelta dei target di inflazione.

Ridurre l’indipendenza della BCE è un rischio e potrebbe portare ad una politica monetaria meno credibile.

Ridurre l’indipendenza della BCE è un rischio e potrebbe portare ad una politica monetaria meno credibile. Se fosse permessa, ad esempio una maggiore pressione politica da parte degli stati membri, i paesi più piccoli potrebbero trovarsi con una politica monetaria dettata dalle esigenze delle piú grandi economie dell’Unione (ultimamente caratterizzate una crescita limitata) minando quindi la loro crescita. Nel peggior scenario prevedibile la Banca Centrale Europa potrebbe addirittura subire pressioni di natura politico-elettorale da parte dei più grandi paesi dell’Unione, minando in maniera fondamentale la credibilità della propria politica monetaria con evidenti conseguenze nel medio e lungo periodo.

Indipendenza quindi non è solo sinonimo di credibilità ma anche di stabilità e di crescita per tutta l’Unione. Il mondo intero guarda l’Unione Europea, prima potenza commerciale al mondo, sperando che sia in grado di contribuire a dare stabilità al sistema economico globale. Questa è dunque per l’UE una sfida il cui risultato dipenderà anche dalla stesura Reform Treaty.

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P.S.

Immagine € di MaxCere, fonte: Flickr

Per approfondimenti:

- Turmoil in financial markets: Two cheers for the ECB and one question mark on financial supervision; fonte: Eurozone Watch

- Trichet concerned over EU treaty change, fonte: EUobserver

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