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Tulipani gialli ed altri fiori dal mondo (V)

Storia di una straordinaria avventura

, di Claudia Muttin

autori

  • Segretario Generale della Gioventù Federalista Europea, ex Redattore capo di Eurobull.it.

CAPITOLO V - Buste misteriose

Avevamo avuto a malapena il tempo di riorganizzare le nostre idee dopo le emozionanti gite e di scambiarci foto ed informazioni raccolte, quando accadde un fatto davvero straordinario;

... avrete presto nostre notizie. In fede, dei sognoatori come voi ...

più straordinario persino della mia amicizia con Valentijn e del Patto dei Ventisette Tulipani. Un pomeriggio, mentre il nonno mi stava raccontando per l’ennesima volta di come Augustyn era riuscito a diventare uno dei maggiori produttori di tulipani – per sua scelta, solo gialli – di tutta l’Olanda, il postino suonò alla porta. Teneva in mano una raccomandata indirizzata a “Valentijn e Samuele, i primi, giovanissimi e geniali Tulipani Gialli d’Europa”. Non avevo ancora l’età per firmare la ricevuta di ritorno, ma una volta che il nonno ebbe spiegato al postino come stavano le cose potei finalmente tenere in mano quella strana busta.

Era un po’ più piccola del solito, fatta di una carta azzurrina lavorata in colori pastello, bordata in rosso e blu; l’indirizzo era scritto in un corsivo ordinato che mi ricordò la calligrafia del nonno, ma – cosa davvero strana - mancavano sia il nome e il recapito del mittente che il timbro postale sul francobollo. Lo feci notare al nonno ma quando ci voltammo per chiedere spiegazioni al postino ci trovammo soli sul pianerottolo deserto e lo sentimmo fare gli scalini quattro a quattro fischiettando allegramente. “Vuoi mettere radici qui o preferisci entrare a leggerla?” “Oh, sì, scusa nonno, ero soprappensiero” “Non fa niente. Ma allora? Chi vi scrive? Nuovi aspiranti Tulipani Gialli?” “Non lo so ancora” “Cosa aspetti allora!”

Risposi al nonno che avrei preferito attendere notizie di Valentijn prima di aprire la busta e mi sentii a dir poco sollevato nel notare che mi aveva creduto. Non mi sarei mai aspettato, nemmeno lontanamente, di decidere di mentire a mio nonno, ma dentro di me sentivo di doverlo fare, sentivo che in quella busta c’era qualcosa di speciale. Richiusi la porta della camera alle mie spalle e corsi a sedermi sul letto. Osservai per l’ultima volta la busta chiusa, respirai profondamente e la aprii con un colpo secco. All’interno c’era un unico foglio, ripiegato tre volte su se stesso e scritto con la stessa calligrafia che avevo notato sulla busta. Cominciai a leggerne il contenuto…

Cari Valentijn e Samuele, primi, giovanissimi e geniali Tulipani Gialli d’Europa, complimenti. Decidendo di aprire questa busta e di scoprirne il contenuto senza pregiudizi e timori vi siete già rivelati all’altezza delle nostre aspettative. Il contenuto di questa lettera ovviamente è segretissimo e vi preghiamo di non farne parola con nessuno dei vostri famigliari, dei vostri coetanei e amici…

Non riuscivo a capire; saltai le righe successive e cercai di arrivare al dunque o, se non altro, a capire chi fossero i mittenti.

… non ci troviamo nelle condizioni di rivelarvi la nostra identità ma, da parte nostra, siamo davvero onorati di essere venuti a conoscenza del vostro splendido progetto e di poter affermare, senza ombra di dubbio, di sentirci molto vicini a voi per il sogno in cui avete scelto di credere…

Interessante, certo, ma tutto troppo vago. Quando ci si era presentata l’occasione di preparare un volantino per incuriosire i nuovi aspiranti Ventisette Tulipani, anche noi avevamo scelto mantenere un tono misterioso, ma questo era davvero troppo!

… Giorno dopo giorno, anno dopo anno, abbiamo lavorato duramente e lottato con tutte le nostre forze per realizzare silenziosamente il sogno in cui ora voi continuate a credere. Siamo fieri del vostro entusiasmo e continueremo a seguire i vostri progetti fino a che per voi non sarà giunto il momento di smettere di camminare sulle nostre orme e di intraprendere un nuovo sentiero.

Avrete presto nostre notizie. In fede, dei Sognatori come voi

Rimasi ancora qualche istante a fissare il foglio vuoto oltre l’inchiostro nella speranza di trovarvi una risposta, una soluzione, mi sarei accontentato anche di un semplice nome ma niente da fare: sempre e solo quella carta azzurrina, sempre e solo lo stesso inchiostro. Per lo meno - ripetei tra me e me tentando di rassicurarmi – non dovevo essere il solo a sentirsi così. La lettera si rivolgeva sia a me che a Valentijn e se chi l’aveva scritta era tanto sicuro di sé quanto sembrava probabilmente ne aveva mandata una copia identica anche a lui. Avrei voluto correre subito a chiamarlo ma il rischio che qualcuno in casa ci ascoltasse era troppo alto; più sicuro scrivergli, sperando che almeno lui avrebbe saputo rivelarsi meno misterioso. Per i due giorni successivi non ero riuscito a pensare ad altro. Mi ero limitato a rileggere il contenuto della misteriosa busta e a concentrarmi sul tragitto della lettera che avevo inviato a Valentijn, come se il mio ripetere in continuazione “Bene, a quest’ora deve essere appena ripartita da Milano…” “… da Parigi” o “… da Amsterdam” potesse farla arrivare più velocemente, sana e salva a destinazione. Così, quando la nonna bussò alla porta della mia stanza e con un dolcissimo sorriso stampato sul viso mi consegnò una busta proveniente dall’Olanda, la mia reazione dovette sembrarle piuttosto bizzarra. Da quando io, Valentijn e gli

... e veniva a chiederlo A ME???

altri Tulipani Gialli avevamo cominciato a scambiarci una fittissima corrispondenza, avevo sempre accolto con entusiasmo le varie buste, impaziente di scoprire la provenienza del loro francobollo e il colore del loro timbro postale e dentro di me sapevo che avrei dovuto sorridere anche a questa; ma avevo riconosciuto la carta da lettere di Valentijn ed erano passati solo due giorni dall’arrivo della busta misteriosa: non poteva trattarsi della sua risposta. Non appena la nonna se ne fu andata aprii la lettera e fino all’ultimo istante sperai che Valentijn non avesse avuto la mia stessa reazione davanti al “mistero dei Sognatori”. Vana speranza che si sgretolò sotto i miei piedi quando lessi le prime righe della calligrafia di Valentijn.

È successo anche a te? Hai visto? Ma questi chi sono? Cosa facciamo?

E VENIVA A CHIEDERLO A ME? Davvero fantastico. Evidentemente eravamo piuttosto geniali per la nostra età, ma non abbastanza per cavarcela nel mondo dei misteri d’Europa. Sorrisi pensando che a millecinquecento chilometri di distanza molto probabilmente Valentijn stava avendo la stessa reazione davanti alla mia lettera. Ebbene, se a questi Sognatori piaceva tanto il mistero, allora avrebbero avuto in risposta pane per i propri denti e se davvero credevano nel sogno europeo quanto noi – che, modestie a parte, eravamo simboli viventi dell’integrazione e dell’unione nella diversità – avrebbero dovuto dimostrarcelo

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P.S.

Fonte dell’immagine: Flickr.com

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