1 2 3 4 5 6 7 8 9 > ...

Novità sul Web

1 2 3 4 5 6 7 >

Ultimi commenti

  • La politica estera della Cina in Africa e nel resto del mondo

    Domenica scorsa  10:45, di Francesco

    Finalmente un articolo in cui si evidenzia che la Cina persegue una guerra economica contro tutto il resto del mondo e rischia di vincerla semplicemente perché il resto del mondo non sa nemmeno di essere in guerra contro la Cina.
    L’Europa ha il problema di sempre ovvero è divisa. Gli USA sanno almeno dal 2001 di essere sulla strada di un inevitabile declino e si vendono alla Cina illudendosi di salvarsi !

    Buona Cina a tutti !

  • Le contraddizioni europee di Mario Monti

    30 gennaio 2012  17:12, di leprechaun

    Ho sempre pensato agli “Stati Uniti di Europa” come ad una utopia. Eppure questa utopia sembra essere l’unico sbocco possibile per una Europa politica, non solo cioè intesa come area di scambio comune, come mercato. Allo stesso tempo, è difficile pensare a processi politici e decisionali unificati tra paesi che parlano una congerie di lingue diverse e con culture così diverse. La cifra dell’Europa è la diversità, cosa che una parte della cultura tedesca non capisce, per motivi sui quali è meglio non indagare. Uscire da questa aporia comporta uno sforzo di fantasia politica nella quale fino ad oggi non mi sono imbattuto. Forse l’idea del “federalismo parlamentare” di Joscka Fisher.

    Detto questo, ovviamente è tutto da discutere, tanto più che ormai sono convinto che se le cose restano così come stanno (ammesso che così possano restare), è meglio tornare agli stati nazionali, non tanto e non solo perché la creatura europa è fragile e un suo tracollo può avere dimensioni terrificanti, quanto perché ormai si sta trasformando nel veicolo di un pericoloso attentato alla democrazia, una specie di “nuovo fascismo” nel senso di Roosevelt (leggete sul sito indicato sotto “Roosevelt”, il brano tratto dal suo discorso al congresso del 1938, sotto il capitolo “Democrazia”). Mi riferisco ad esempio alla dichiarazione di Draghi a Davos, voce dal sen fuggita che esplicita il pensiero politico della signora Merkel: “lo spread è un formidabile motore di riforma”. A parte l’uso retorico e generico della parola “riforma” (quale riforma? quali riforme? Una vale l’altra?), che tradisce la consueta visione tecnoautoritaria esplicitabile in una risposta del genere: “quelle che penso io, le uniche oggettivamente possibili e giuste”. A parte questo, dunque, questo pensiero è fascismo puro, di una specie certo nuova (non le orbace, il mascellone e i discorsi dal balcone) ma comunque – appunto Rooseveltianamente – fascista perché subordina le volontà degli stati democratici ai dettami di poteri privati più forti degli Stati stessi.

    Ci sono poi alcune cose fra le tante specie di europeisti che circolano, che a me restano francamente misteriose. Una di queste è quella che chiamo “ossessione per la competitività”, espressione il cui senso preciso mi sfugge, perché i contesti nei quali viene usata finiscono per suggerire che la persona che la usa non abbia nemmeno lei ben chiaro il senso di quel che sta dicendo.

    Un esempio l’abbiamo qui col discorso di Ursula von der Leyen: “La moneta comune non è sufficiente ad affrontare la concorrenza globale …”

    Mi è francamente difficile dare un senso concreto ad una affermazione del genere: la UE già oggi, nel pessimo stato in cui si trova, è un universo finaziariamente ed economicamente chiuso. La gran parte dell’Import-export si svolge entro l’Europa. La Germania, ad esempio, Frau der Leyen, fa 160 Miliardi l’anno (7% del suo PIL) di surplus delle partite correnti, per quasi il 90% in Europa, esportando quanto e più della Cina (1.200-1.400 Miliardi l’anno). La UE esporta circa il 14% del suo PIL, e chiude con un saldo delle partite correnti sostanzialmente nullo (-0,3% del suo PIL). Il debito pubblico europeo è quasi totalmente interno (a differenza di quel che succede agli USA).

    Di quale concorrenza dovremmo dunque preoccuparci? Di quella della Cina? O non piuttosto di quella della Germania che in questo modo stabilisce di fatto un regime coloniale nel resto dell’Europa? Oppure la der Leyen pensa ad una replica generalizzata del modello tedesco a tutta l’Europa? Impossibile, per motivi aritmetici. Non può esistere un mondo dove tutti esportano più di quanto importino, perché se qualcuno è in surplus, qualcun altro deve essere in deficit. Non ci sono santi a pendere. Se si pensa che l’Europa nel complesso possa fare del surplus, dove mai potrebbe farlo? In Cina? In USA? Non scherziamo …

    Quanto a Monti, nessuna sorpresa, non per me, almeno. E’ un uomo gesuiticamente “prudente”. Difficile espliciti fino in fondo il suo pensiero. Solo chi lo segue da anni, dalle sue recalcitranti dichiarazione può dedurre quale sia la sua ideologia.. Il suo germanocentrismo è incompatibile con una visione federalista.

  • Consiglio Europeo tenutosi l’8-9 dicembre

    12 dicembre 2011  15:58, di Renzino l’Europeo

    I Popoli sono fortemente contrari: ne hanno abbastanza.

  • Le conseguenze economiche di Angela Merkel

    3 dicembre 2011  10:17, di Lucia

    Un’analisi talmente lucida che fa paura. Perché ci ricordiamo ancora tutti quali sono state le conseguenze NON economiche della pace del 1919…e visti i venti politici che tirano in molte parti d’europa, non sono solo fantasmi. E’ davvero incomprensibile, evitando di fare della facile teoria complottista, capire per quale motivo si è lasciato che la crisi greca, facilmente risolvibile con poco sforzo dai paesi EU quand’era all’inizio, si trascinasse fino all’orlo del baratro. Pensare che sia stato per scarsa lungimiranza e egoismo elettorale davvero mette i brividi.

  • Il significato del federalismo

    2 dicembre 2011  17:01, di anastasietta

    mi è piaciuto molto questo articolo e ho capito finalmente che cosa significa il federalismo !

  • L’Europa ha buttato giù Berlusconi

    9 novembre 2011  01:02, di Alice

    Il mio prof di «Storia dei Sistemi Internazionali» sostiene che l’unico modo per creare una Federazione Europea sia passare attraverso una «crisi maggiore». Questa azione dell’Europa mostra che ci siamo: la «crisi maggiore» è arrivata, e gli Stati, già legati economicamente, sono costretti a risolvere il problema dei debiti pubblici con azioni congiunte. Il potere di fatto dell’UE sta aumentando a dismisura, e sono convinta che, se usciamo da questa crisi uniti, la Federazione non sia tanto lontana. Non tutto il male viene per nuocere.

  • Le campane di Murdoch

    4 ottobre 2011  21:16, di Elena Quidello

    E’ davvero difficile pensare che la guerra della comunicazione abbia dei vincitori. In questa lotta per la conquista del poterre mediatico alla fine si finisce per perdere: I veli prima o poi vengono sollevati e le verità scomode, facendo il giro del mondo in pochi istanti, proprio grazie a quegli ’strumenti di comunicazione sempre più efficaci’,finiscono col distruggere l’immagine del ’principe’ che pareva mostrare qualità senza in realtà averne alcuna.
    Tuttavia la mia impressione è che gli scandali che ormai proliferano su ogni pagina di giornale e TV, dopo il primo clamore vengono presto dimenticati e i personaggi che pur cadono some soldatini abbattuti in un tiro a segno, se scompaiono dalla scena mondiale, continuino forse, non visti, a tirare le redini del mondo con un occulto potere mediatico . Insomma, sono suonate davvero le campane per Murdoch?
    Elena Quidello

  • Verso la moneta mondiale

    22 settembre 2011 00:51, di Federico Brunelli

  • Proposta per la costituzione tramite cooperazione rafforzata di una Forza armata europea

    21 settembre 2011  12:46, di Marie

    Nice article,

    I Am obligated to share this article from france to complete this one :

    http://www.20minutes.fr/politique/7…

    Bye,

    Marie Franchise

  • L’Europa non è una truffa. La truffa è la sovranità nazionale!

    17 settembre 2011  16:08, di Tevereschi

    Massimo Contri ha ragione.Pero, per andare avanti gli stati europei devono accetare una governanza economica e sotoporsi alle decisioni prese dai govrnanti europei.

1 2