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In Europa non c’è spazio per il trasformismo, ma l’evoluzione del M5S può continuare

, di Roberto Castaldi

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  • Director Centro Studi, Documentazione e Formazione sull’Unione Europea (CESUE) Assistant Professor Sant’Anna School of Advanced Studies Vice-Editor Perspectives on Federalism and Bibliographical Bulletin on Federalism Segretario regionale MFE Toscana

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In Italia il trasformismo è antico e comune. Siamo abituati a parlamentari che cambiano gruppo per opportunità e interesse: secondo OpenPolis nell’attuale legislatura sono stati 263! In Europa non è così. Verhofstadt, il capogruppo dei Liberal Democratici (ALDE), era pronto ad accogliere il Movimento 5 Stelle per rafforzare la propria candidatura alla Presidenza del Parlamento, ma i suoi eurodeputati l’hanno bloccato. Il populismo anti-euro del M5S e l’europeismo e il liberalismo dell’ALDE non possono coesistere.

Ma perché il Movimento 5 Stelle ha chiesto di aderire al gruppo politico più europeista del Parlamento europeo? Mero opportunismo politico, legato al fatto che nell’ALDE non c’è alcuna componente italiana, mentre a ogni Gruppo interessa essere presente nei grandi Paesi? Il tentativo – per ora fallito – di accreditarsi come una forza politica di governo accettabile in Europa in vista delle elezioni italiane? Il riconoscimento, dopo due anni al Parlamento europeo, che lì si compiono le scelte legislative fondamentali, e che l’Unione è indispensabile per governare i problemi contemporanei, e quindi un percorso dal nazionalismo di Farage ad un europeismo critico?

Analizzando le motivazioni di Grillo per il cambio di gruppo e la bozza di accordo fatto con l’ALDE sembrerebbe un insieme di tutti questi aspetti. Nella prossima legislatura l’attuale gruppo con Farage non sarà possibile per l’uscita del Regno Unito dall’UE. Meglio cercare subito un’altra dimora che garantisca fondi e posizioni di rilievo: presidenze di commissioni, relatori di provvedimenti legislativi. Chi sta nel Gruppo misto è tagliato fuori da tutto, e confondersi con la Lega Nord nel gruppo con Marine Le Pen farebbe perdere molti voti.

Per legittimarsi come forza politica di governo l’ALDE è ideale: esprime 6 primi ministri (Danimarca, Estonia, Finlandia, Lussemburgo, Olanda e Slovenia) e 5 Commissari. È critica della storica grande coalizione tra popolari e socialisti nel Parlamento europeo – dovuta al fatto che nessun gruppo da solo ha la maggioranza e che per far passare qualunque atto legislativo è necessario un accordo tra almeno alcuni dei gruppi maggiori. L’ALDE rivendica un ruolo maggiore e in questa battaglia contro “l’establishment” della grande coalizione il M5S può ritrovarsi e giustificare la propria scelta.

Infine, stando nel Parlamento europeo e in quello italiano, il M5S si è probabilmente accorto che la legislazione si fa per lo più in Europa, dove i parlamentari hanno un ruolo molto maggiore, non potendo la Commissione ricorrere a maxi-emendamenti, leggi deleghe e voti di fiducia come accade in Italia. La stessa meticolosa programmazione dei lavori del Parlamento – il cui calendario 2017 è già interamente fissato - ruota intorno all’intensa attività legislativa; nulla a che vedere con quello italiano. Ma per contare bisogna essere in uno dei gruppi maggiori, che raggiungono i compromessi necessari per arrivare a una maggioranza nel Parlamento. Di qui la scelta dell’ALDE, il gruppo più europeista, che vuole trasformare e rafforzare radicalmente l’UE e la sua legittimità democratica. Un gruppo che non nega i limiti di una moneta unica non affiancata da un governo europeo dell’economia, ma intende risolvere la contraddizione con una maggiore integrazione e non con la distruzione della moneta unica. Si tratta della linea che può permettere di tenere insieme le critiche all’Euro e il sostegno all’Unione europea - con cui il M5S ha cercato voti di euroscettici ed europeisti - per traghettare progressivamente il M5S verso un europeismo critico ma di governo.

La scorciatoia trasformista dell’adesione all’ALDE è fallita, ma l’evoluzione del M5S può continuare. Per diventare forza di governo il M5S dovrà chiarire le sue posizioni sull’Europa e superare il nazionalismo anti-euro. Se voterà in maniera coerente con l’ALDE nei prossimi due anni un eventuale approdo potrebbe esserci nella prossima legislatura. Ma a seguito di un avvicinamento delle posizioni e non di una tattica trasformista.

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P.S.

1. Articolo pubblicato originariamente sul blog Noi, Europei

2. Fonte immagine Wikipedia

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