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Schengen è a rischio

, di Kardelen Günaydın, Klemens Kober

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La libertà di movimento transfrontaliera senza controlli è de facto fuori uso in un modo inaudito. Dall’autunno dell’anno scorso nove su 26 Stati membri hanno reintrodotto controlli alla frontiere, sei dei quali sono ancora in vigore. Al momento i leader europei stanno rilevando come una “soluzione” vada trovata entro due mesi, sottintendendo che altrimenti Schengen come lo conosciamo cesserà di esistere. Ciò significherebbe la fine della mobilità senza passaporto in Europa. Le ripercussioni di questo ci riguardano tutti, in quanto cittadini europei.

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L’accordo di Schengen è stato un passaggio fondamentale nella storia dell’Unione europea. Uno dei suoi obiettivi principali è il rafforzamento della solidarietà tra i cittadini europei attraverso la rimozione dei controlli alle frontiere. Reintrodurle comprometterebbe l’unità del popolo europeo.

La libera circolazione è al centro dell’integrazione europea ed è allo stesso tempo un diritto fondamentale dei cittadini europei. Schengen ha permesso a milioni di europei di conoscere la diversità del nostro continente attraverso la mobilità di studenti, lavoratori e turisti. Ha favorito la formazione di legami più stretti tra cittadini europei a livello umano, culturale ed economico. Grazie al visto Schengen, anche i cittadini non-UE hanno la possibilità di viaggiare in Europa senza doversi scontrare con le procedure burocratiche di ogni paese. Schengen ha dunque formato una serie di nuove connessioni fra cittadini europei e quelli di altri paesi.

Rinunciare avrà conseguenze su tutti noi

Milioni di europei attraversano giornalmente i confini per raggiungere i propri posti di lavoro, le compagnie europee hanno distribuito le proprie catene di produzione e fornitura in tutta l’UE e decine di milioni di turisti influenzano la nostra capacità di comprensione internazionale e il nostro arricchimento culturale. La fine di Schengen ostacolerebbe l’interazione trans-frontaliera tra i cittadini europei. La libertà di movimento è il singolo più importante strumento per combattere i pregiudizi e le idee sbagliate all’interno dell’Europa.

Il mantenimento di Schengen rafforzerà la solidarietà tra i cittadini europei e i rifugiati, e dimostrerà che i valori della cittadinanza europea sono fondati sull’inclusione a prescindere dai confini. Invece, la sua fine supporterà le attuali proposte dei leader europei di diminuire i diritti sociali legati alla nostra cittadinanza europea, minando il principio base dell’integrazione europea: la non discriminazione. Vediamo di non essere discriminati e spogliati della nostra libertà di movimento – piuttosto, andiamo avanti verso un’Europa federata!

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