90 giorni di fuoco

, di Jacopo Barbati

90 giorni di fuoco

Sono passati tre mesi esatti dall’inizio dei Giochi Olimpici di Pechino. Che, alla fine, non sono stati boicottati...

... e, come volevasi dimostrare, con la fine delle idee boicottatrici, pare essere finita anche l’oppressione della Cina sul Tibet. Non ne parla più nessuno. Ma sarà veramente così? Oppure la situazione è identica a quella che si aveva qualche mese fa, quando milioni di persone e decine di politici gridavano allo scandalo e minacciavano la nazione più popolosa del mondo con boicottaggi e ricatti vari? Il “governo tibetano in esilio” è ancora in esilio, mentre la versione ufficiale della Repubblica Popolare Cinese fa risultare il Tibet una “regione autonoma” della RPC. Ma non temete. La questione tibetana tornerà di attualità in Europa e in Nordamerica alla prossima ghiotta occasione per cercare di danneggiare la Cina, tranquilli.

C’è altro a cui pensare: in Europa...

Ma no, forse non si parla più dell’oppressione cinese sul Tibet perché in Europa, negli ultimi tre mesi, abbiamo avuto altro a cui pensare... Come, ad esempio, la crisi economica, con lo spettro della recessione che avanza inarrestabile e che ha dimostrato, se ce ne fosse ancora bisogno, dell’assoluta inadeguatezza della struttura attuale dell’Unione Europea, quando si tratta di affrontare temi cruciali, come quelli economici. Le soluzioni proposte dal G4 convocato dal presidente UE di turno, Sarkozy, così come le azioni della Banca Centrale Europea, sono state assolutamente inefficaci: alcune banche sono ancora in gravi difficoltà, le borse non reagiscono, l’Euro inizia a svalutarsi nei confronti del Dollaro. Il problema è sempre il solito: i politici europei ragionano sempre e comunque in un’ottica nazionale e non comunitaria. E gli effetti si vedono.

Oramai abbiamo preso questa direzione, quella della comune interdipendenza, perlomeno economica (almeno finora). Non si può tornare indietro, se non con effetti devastanti; e allora perché ci si ostina a non utilizzare questa possibilità (quella di poter risolvere problemi di portata internazionale a livello internazionale)? La domanda rimane insoluta per tutti coloro che un po’ di buon senso dimostrano di averlo, a differenza di parecchi politici europei. E questa critica non si ferma solo all’aspetto economico: sempre negli ultimi 90 giorni, si è presentato

... in questi ultimi 90 giorni la rilevanza politica dell’Unione è stata pari a zero ...

il problema del conflitto tra Russia e Georgia, che ha portato al riconoscimento russo della regione georgiana dell’Abcasia, oltre alle già note perdite materiali e umane subite da entrambe le parti. E anche qui, la mancanza di una voce unica in fatto di politica estera da parte dell’UE, la volontà di alcuni politici europei di tutelare i propri rapporti personali con le autorità dei Paesi in questione piuttosto che gli interessi di chi li ha eletti, ha fatto sì che l’influenza dell’Unione su questa questione sia stata pari a quella che avrebbe Paperino al Circolo dei Miliardari. Zero.

... in Italia...

Voglio essere «nazionalista» anche io adesso, perché da agosto a oggi il popolo italiano ha dovuto affrontare delle grane non da poco che l’hanno certamente distolto, in parte, dal prestare attenzioni agli eventi internazionali. Prima di tutto, la contestazione sulla riforma del sistema scolastico voluto dal Ministro Maria Stella Gelmini. Iniziata a settembre, con l’occupazione di alcune scuole elementari da parte dei genitori degli alunni che protestavano contro la reintrodruzione del sistema a “maestro unico”, la protesta si è poi allargata a tutte le persone coinvolte nei sistemi scolastici di ogni ordine e grado, soprattutto in riferimento alla famigerata “legge 133”, che prevederebbe tagli consistenti

... spesso in Italia il buonsenso manca ...

alle finanze dell’istruzione italiana (la quale non brilla certo per virtuosismo, sia per preparazione fornita agli studenti – si vedano gli ultimi test PISA –, sia per investimenti sulla ricerca universitaria, sia assoluta che incrementale – in Italia ci sono 3 ricercatori ogni 1000 persone attive, in Finlandia, 13). Senza entrare nel merito della questione (ossia, senza esprimere giudizi sulla bontà o meno della riforma), stupisce l’ostinatezza del Governo della Repubblica Italiana nell’andare avanti con una proposta di legge che il Paese ha dimostrato di non volere, o perlomeno, di non aver capito. E anziché cercare un dialogo con le parti, con gli innumerevoli comitati contestatori, si sta chiudendo a riccio, difendendo a oltranza le proprie scelte, le quali, anche qualora fossero giuste o perlomeno sensate, stanno assumendo caratteri dittatoriali. La storia è piena di episodi simili, dove la mancanza di dialogo tra governanti e governati ha poi portato a conseguenze irreparabili. Basterebbe solo un po’ di buon senso in più. Ma sappiamo che in Italia, il buon senso spesso manca...

... e nel Mondo

Uno degli avvenimenti più rilevanti di questo periodo sono state le elezioni presidenziali statunitensi, conclusesi dopo una campagna elettorale lunghissima e che ha visto una partecipazione da parte della gente, con la vittoria del Senatore democratico Barack Obama, figlio di un emigrato kenyota. Indipendentemente dalle qualità politiche dei due contendenti (lo sconfitto è stato il Senatore repubblicano John McCain), che sono ancora tutte da dimostrare in quanto entrambi nuovi a questa dimensione, queste elezioni hanno avuto il pregio di smuovere la coscienza politica del popolo americano (dimostrata dall’affluenza record alle urne) e non solo: in tutto il mondo, infatti, ma specialmente in Europa, giovani e meno giovani attivisti politici hanno manifestato più volte e in numerose maniere la propria simpatia a quello che si sarebbe poi rivelato il neo-presidente degli USA. Ma perché? Forse perché la gente pensa che il cambiamento che deve assolutamente essere impresso all’ordine mondiale in questo periodo storico debba avvenire esclusivamente dagli USA, in quanto l’UE non ha la forza per farlo?

A voi la risposta.

Fonte dell’immagine World Wide Web

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