Il Condominio «Europa»

, di Pier Virgilio Dastoli

Il Condominio «Europa»

Immaginate un condominio di ventisette famiglie ed unità abitative in una zona al di fuori della rete nazionale per la distribuzione del metano.

Immaginate che, all’atto di costituzione del condominio, l’amministratore proponga ai condomini un’offerta comune di energia per il riscaldamento e che i condomini decidano invece di negoziare ciascuno per sé con diversi distributori di energia o di organizzare individualmente la propria fonte di energia per il riscaldamento: qualcuno attraverso un impianto a gas, qualcuno con radiatori elettrici, qualcuno con stufe a carbone ed infine qualcuno con un sistema di camini a combustione o di legna o di prodotti chimici.

Immaginate che, dopo alcuni anni di approvvigionamento autonomo, la penuria e/o l’aumento dei prezzi dell’elettricità o del carbone o della legna obblighi tutti i condomini a rivolgersi ad un limitato numero di società che distribuiscono gas in situazione di oligopolio.

Immaginate che, di fronte a questa inattesa situazione, l’amministratore del condominio proponga all’assemblea condominiale l’installazione di un impianto fotovoltaico che consenta al condominio di approvvigionarsi in comune di energia per il

... immaginate che ...

riscaldamento e per l’elettricità, con un costo iniziale certamente elevato ma con la garanzia di auto-approvvigionamento di energia del condominio a medio termine a costi molto bassi e con un piano di ammortizzamento economicamente molto conveniente.

Immaginate che, a larga maggioranza, i condomini decidano di continuare a servirsi – ciascuno per sé – delle società oligopoliste di distribuzione del gas ma di assumere l’impegno di studiare attentamente prima l’offerta dell’amministratore e di procedere poi a tappe graduali all’installazione dell’impianto fotovoltaico per renderlo operativo al 20% entro una scadenza di tredici anni ed al 50% entro una scadenza di quarantatre anni.

Immaginate che un numero molto limitato di condomini decida che il costo iniziale di installazione dell’impianto fotovoltaico – suddiviso secondo una ripartizione millesimale fra i ventisette condomini – sia troppo elevato per il loro reddito e ciò nonostante il fatto che l’amministratore abbia offerto un prestito a tasso zero per le spese straordinarie delle famiglie più bisognose e per un periodo di tempo di sette anni accettando di dedicare agli investimenti in energia un terzo del prestito.

Immaginate che, per incentivare il passaggio dall’energia più inquinante a quella pulita, l’amministratore si sia dichiarato inoltre disponibile a concedere riduzioni di costi ai condomini più virtuosi.

Immaginate che i condomini dissenzienti annunzino tuttavia di voler continuare a servirsi a tempo indeterminato e per una parte del loro approvvigionamento energetico di due erogatori di gas

... per fortuna che nei condomini lo statuto prevede decisioni a maggioranza ...

che agiscono in situazione di duopolio ma di continuare ad usare anche altre forme di energia che inquinano l’aria all’interno del loro appartamento (la combustione di prodotti chimici) ed anche le aree comuni attraverso la combustione di carbone.

Per fortuna della maggioranza dei condomini, il regolamento condominiale prevede che le decisioni sulle fonti di erogazione dell’energia siano prese a maggioranza qualificata dei millesimi.

Attendiamo con interesse il risultato della prossima assemblea condominiale.

Fonte dell’immagine: Flickr.com

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