Verso la moneta mondiale

Proposte per la riforma delle istituzioni finanziarie internazionali

, di Federico Brunelli

Verso la moneta mondiale

Dopo essere stati i primi a lanciare l’idea di un sistema monetario europeo di riserve [1] (l’ECU, antesignano della moneta unica europea) Alfonso Iozzo e Antonio Mosconi tornano ai propri amori di gioventù rilanciando un’analoga proposta da attuare però, questa volta, a livello mondiale. In un seminario di dibattito del Movimento Federalista Europeo, i due autorevoli economisti federalisti hanno infatti presentato un importante contributo, nel quale esaminano in modo rigoroso l’attuale sistema monetario internazionale, ne evidenziano le manchevolezze e propongono una soluzione innovativa.

Secondo i due autori, l’evidente crisi del dollaro e gli enormi deficit gemelli (delle partite correnti e del bilancio federale) americani sono collegati al declino dell’ex potenza egemonica statunitense, che non è più in grado di assicurare da sola un ordine al mondo globalizzato, nel quale da più parti cresce la richiesta di una gestione condivisa della cosa pubblica mondiale.

Gli accordi di Bretton Woodsdel 1944 sancivano la centralità del dollaro (unica moneta convertibile, ad un prezzo fisso, in oro) e degli USA come creatori di liquidità per il mondo intero, o almeno per la parte non compresa nel blocco sovietico. Questo sistema, fino alla sua fine (1971: dichiarazione di inconvertibilità del dollaro in oro), ebbe successo nel favorire lo sviluppo economico post-bellico, pur non essendo democratico ma fondato sull’egemonia del nuovo centro del mondo: gli Stati Uniti.

La situazione di oggi è molto diversa: sono emersi nuovi importanti centri di potere economico e politico, quali Giappone, Europa ed ora Cina ed altri Paesi emergenti. L’UE si è data una moneta unica, che per importanza è già la seconda valuta mondiale, e la Cina ha deciso lo scorso anno di disancorarela sua moneta dalla parità fissa con il dollaro per legarla ad un paniere di valute in cui la moneta americana non dovrebbe pesare più del 25%. Gli USA non si indebitano più, come avveniva in passato, per attuare investimenti produttivi nel resto del mondo, bensì per finanziare la propria dissennata domanda interna di beni di consumo, scaricando sulle future generazioni il peso di una condotta di vita insostenibile. Le ingenti spese militari, derivanti dal tentativo americano di riaffermare con la forza una supremazia ormai in declino, contribuiscono ad aggravare la situazione. La Cina è il principale fornitore di risparmio per gli USA, a maggior ragione quindi la decisione di Pechino è da leggere come un chiaro segnale del declino del dollaro.

Si sente parlare da più parti di aggiustamento: la prospettiva di una svalutazione della moneta americana, che servirà a “guarire” i deficit. Le opinioni divergono allorché si tenta di prevedere quando avverrà e di che portata sarà la svalutazione, e in generale languono le proposte su come gestire in futuro il sistema monetario internazionale.

Iozzo e Mosconi osservano che i problemi non saranno risolti passando ad un nuovo ordine monopolare, chiunque si dovesse trovare a gestirlo.

La globalizzazione dell’economia rende necessario un sistema di governo multilaterale e cooperativo, che dovrebbe fondarsi su un’unità di conto mondiale (world currency unit: wcu) riferita ad un paniere di monete, in cui ogni moneta è pesata su indicatori dei fondamentali economici e di sviluppo umano delle aree che se ne servono.

I mercati finanziari otterrebbero in tal modo un robusto indicatore dei rapporti di cambio tra valute e la volatilità monetaria di conseguenza diminuirebbe fortemente. I vantaggi ingiustificati (costi per tutti gli altri) di cui godono gli USA per il fatto di emettere la moneta di riferimento delle transazioni mondiali sarebbero azzerati.

Gli esempi già esistenti di panieri monetari (l’ecu, antesignano dell’euro, lo yuan, dopo la recente decisione cinese) dimostrano che tutto questo può funzionare. Non solo: il caso della moneta europea dimostra che da un paniere si può giungere alla moneta unica. I federalisti hanno proposto per primi, negli anni ’50, la moneta europea. Ora Iozzo e Mosconi indicano una via per arrivare alla moneta mondiale.

I federalisti hanno proposto per primi, negli anni ’50, la moneta europea. Ora si indica la strada per la moneta mondiale

Il nuovo sistema monetario dovrebbe essere aperto: tutte le monete dovrebbero avere la possibilità di aderirvi, definendo quindi il loro valore in termini di wcu. Le Banche centrali dovrebbero avere la possibilità di convertire le loro riserve in wcu, previo pagamento di una tassa, i cui proventi andrebbero in maniera trasparente a sostenere il sistema e le istituzioni preposte a garantirne il funzionamento, che potrebbero poi ricorrere al mercato per ottenere ulteriori finanziamenti.

Il Fondo Monetario Internazionale viene individuato come l’istituzione che gestirà il nuovo ordine. Anche il FMI dovrebbe però essere riformato per dare rappresentanza democratica a tutte le aree regionali e per assicurare che le decisioni siano assunte a maggioranza qualificata. Il FMI diventerebbe in questa prospettiva il Consiglio dei Ministri dell’economia di un’ONU anch’essa avviata verso la democratizzazione. La Banca Mondiale potrebbe diventare l’agenzia dell’ONU per lo sviluppo umano e la sostenibilità ambientale.

L’aggiustamento potrebbe compiersi in questo scenario in modo meno traumatico. Si eviterebbero i forti scompensi, altrimenti ineluttabili in tutto il mondo, legati alla caduta del dollaro. La svalutazione della moneta americana diverrebbe la perdita di valore di una delle monete del paniere mondiale. Si limiterebbero così le perdite sulle attività finanziarie e sulle riserve delle banche centrali prima denominate in dollari. Il calo della domanda interna statunitense potrebbe lasciare spazio ad un reindirizzamento delle risorse del pianeta verso una spesa più sana, diretta allo sviluppo delle zone più arretrate e alla produzione dei beni pubblici globali, di cui oggi c’è estremo bisogno. Anche qui il ruolo delle istituzioni internazionali sarebbe centrale.

Immagine: dalle banconote dei Paesi del mondo alla banconota mondiale? Fonte:Flickr

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Note

[1A. Iozzo e A. Mosconi, Per un sistema monetario europeo di riserve, Torino, novembre 1970, pubblicato in «Lo spettatore internazionale», Il Mulino, Supplemento n. 5, sett.-ott. 1970, pp. 73-78 e riportato, insieme ad altri saggi sullo stesso tema in A. Mosconi (a cura di), Dalla fine di Bretton Woods alla nascita del sistema monetario europeo, Milano, Franco Angeli, 1980.

Tuoi commenti

  • su 19 marzo 2009 a 11:50, di Carlo Bernardi In risposta a: Verso la moneta mondiale

    Il mio nome è Carlo Bernardi e ho scritto un romanzo, iniziatol nel 2000, dal titolo «2080 - L’anno in cui l’uomo si sostituì a Dio» nel quale immagino una sola moneta globale. Sicuramente sarà realizzata prima del 2080 ma volevo far conoscere il nome dato alla moneta nel romanzo perché quelli che ho sentito finora sono cacofonici o non affattivi. La mia moneta l’ho battezzata «Clipeo» intesa come scudo di protezione globale di derivazione latina. E’ meglio di altri nomi che ho sentito, ma è solo un suggerimento e forse si può trovare di meglio, ma a me piace.

  • su 25 marzo 2009 a 01:09, di Federico Brunelli In risposta a: Verso la moneta mondiale

    Segnalo l’ottimo discorso del presidente della Banca Centrale cinese:

    http://www.pbc.gov.cn/english//detail.asp?col=6500&ID=178

    ripreso anche dagli organi di informazione italiani:

    http://news.google.it/news?ned=it&ncl=1288957120

    in particolare, possiamo leggere nel discorso che

    «The desirable goal of reforming the international monetary system, therefore, is to create an international reserve currency that is disconnected from individual nations and is able to remain stable in the long run, thus removing the inherent deficiencies caused by using credit-based national currencies.»

    ma tutto il documento è molto interessante e va nella giusta direzione.

    Sappiamo quanto conti la Cina nel mondo di oggi. Se a questo documento seguisse un’iniziativa cinese, auspicabilmente supportata dall’UE, gli USA non potrebbero far finta di niente. Bene così.

  • su 22 settembre 2011 a 00:51, di Federico Brunelli In risposta a: Verso la moneta mondiale

    Il discorso cui mi riferivo sopra si trova ora a questo indirizzo: http://www.pbc.gov.cn/publish/english/956/2009/20091229104425550619706/20091229104425550619706_.html

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