Disabilità e inclusione, la digitalizzazione come punto di svolta

, di Arianna Mappelli

Disabilità e inclusione, la digitalizzazione come punto di svolta

L’inclusione e il sostegno alle persone con disabilità è tema di fondamentale importanza nell’agenda europea e mondiale. Di grande aiuto a tale sfida saranno gli strumenti digitali, che hanno visto un notevole sviluppo negli ultimi anni.

All’interno del Consiglio Europeo, il tema dell’inclusione e del sostegno per le persone con disabilità è stato soggetto a un’attenzione sempre maggiore. Le varie considerazioni hanno portato a sviluppare la Strategia Europea sulla disabilità (2010-2020), che è stata rinnovata in seguito alle richieste del Parlamento Europeo nell’edizione 2021-2030.

Le priorità al suo interno sono l’accesso a sanità, trasporto pubblico e alloggi. La rimozione degli ostacoli fisici e culturali attraverso dei progetti e la tessera europea di invalidità, che permette l’accesso alle persone con disabilità a mezzi, eventi culturali e di intrattenimento a costo ridotto oppure gratuito. L’Italia è stato il primo Paese ad attivarne l’utilizzo, nonostante fosse già attesa nel 2016.

La Strategia doveva adattarsi alla Convenzione sui Diritti delle persone con disabilità delle Nazioni Unite, un documento che stabilisce le norme per la tutela di tali diritti e che ha permesso l’attivazione di importanti iniziative come l’Atto Europeo sull’Accessibilità. La Strategia si concentra in tre settori:

  • i diritti dell’UE;
  • l’autonomia della singola persona;
  • l’eliminazione della discriminazione e la costruzione di pari opportunità.

Secondo l’Eurostat, in un’indagine svolta sulle persone che soffrono di limitazioni delle attività da almeno sei mesi dalla ricerca, il 28,4% della popolazione europea è a rischio povertà o esclusione sociale, rispetto al 18,4% delle persone senza disabilità. Questi dati sono più accentuati nei paesi dell’Europa dell’est, come la Bulgaria che presenta il 50,7%. Seguono poi la Lettonia, l’Estonia e la Lituania, mentre con cifre favorevoli ci sono la Slovacchia, la Danimarca e l’Austria.

Nel corso degli ultimi anni i cambiamenti e le proposte per l’inserimento attivo nella società, sia a livello sociale che lavorativo sono stati molteplici, e hanno visto trasformare le associazioni dai modelli educativi alla formazione professionale, fino a una maggiore protezione sociale. Nonostante questo, molte persone incontrano ancora notevoli ostacoli.

La EASPD (European Association of Service providers for Persons with Disabilities) è un’organizzazione che rappresenta circa 17.000 fornitori di servizi di supporto per persone provenienti da 33 Paesi europei.

Durante il suo 25° anniversario, ha ospitato la Conferenza Internazionale a Bruxelles: “The Future is now: Person Centred Technology to empower people and disability services” che ha approfondito tutti i benefici che le nuove tecnologie possono portare alle persone disabili in settori quali la comunicazione, l’occupazione, il commercio, l’apprendimento, l’indipendenza, la sicurezza e il tempo libero.

L’incremento dell’uso della tecnologia crea sfide e, allo stesso tempo, permette alle persone con disabilità di partecipare alla vita sociale e migliorare la qualità della vita. La digitalizzazione e l’innovazione hanno avuto una spinta dalla pandemia di COVID-19 che ha visto aumentare l’utilizzo di soluzioni digitali.

Vanno divisi due settori che ancora oggi vengono molto confusi: le tecnologie assistive e gli ausili. Gli ultimi sono strumenti garantiti da molti Stati che supportano e aiutano le persone nella maggior parte delle attività quotidiane. Sono costituiti da parti meccaniche ed elettroniche ma non informatiche, cosa che li differenzia dalle tecnologie assistive che invece presentano software e hardware.

Le tecnologie assistive servono a far interagire le persone con il contesto circostante, sia nell’ambito spaziale-fisico che in quello delle relazioni interpersonali, inoltre aiutano nell’apprendimento e in caso di deficit visivi e uditivi. Infatti, poter godere di questi sostegni anche all’interno degli istituti scolastici non aiuterebbe solo nella comprensione e nell’insegnamento, ma anche a ridurre la distanza tra i compagni di classe aumentando l’autostima e il benessere generale.

Purtroppo, per il costo ancora molto elevato, questi dispositivi non sono ancora presenti nelle scuole e, per chi li ha adottati, sono solo in via sperimentale.

Il mondo sta cambiando. La qualità della vita che continua a progredire sta portando all’invecchiamento della popolazione europea e all’aumento delle richieste delle tecnologie assistive. Questo ha portato a un incremento della produzione da parte delle aziende, che si stima abbiano progettato dai 4.000 ai 10.000 tipi di prodotti per l’assistenza. La maggiore disponibilità del prodotto e la richiesta sempre più alta porteranno inevitabilmente all’abbassamento dei costi e a un miglioramento del benessere delle persone portatrici di handicap.

Il progresso tecnologico è fondamentale per le persone con disabilità, perché apre porte e collegamenti verso l’esterno senza la quale sarebbe stato inaccessibile. Non è solo inevitabile, ma anche necessario e obbligatorio per rendere il mondo un luogo più inclusivo per chiunque ne abbia bisogno.

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