In un’Europa sempre più eterogenea a causa del massiccio afflusso di migranti è nata la necessità di creare progetti di accoglienza ed inclusione. I quali hanno lo scopo di integrare i migranti di Paesi terzi in tutti gli stati dell’Unione. L’obiettivo per il futuro è assorbire gli stranieri residenti in Ue, permettendo loro di stabilirsi permanentemente e conseguentemente formare un nuovo concetto di Europa.

Il progetto FAMI 2021-2027 Fondo Asilo, Migrazione ed Integrazione, si propone di fare questo. Il programma è di portata continentale, attivo in tutti i Ventisette. In Italia il fondo è di oltre un miliardo e mezzo di euro, di cui oltre la metà fornito dall’Unione Europea e la cifra rimanente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Un enorme finanziamento per un’iniziativa della durata di sei anni, iniziata nel 2021 ed operativa fino al 2027. Il programma presenta quattro obiettivi fondamentali a livello nazionale per la tutela del migrante appena giunto in Italia: asilo, promozione di un sistema di accoglienza diffusa; migrazione legale e integrazione, facilitando l’inserimento nel paese d’arrivo; rimpatrio, per il sostegno e l’informazione dei migranti nel processo di un ritorno sicuro al paese d’origine; solidarietà con gli altri Paesi membri dell’Unione per l’accoglienza dei migranti provenienti dalle varie rotte migratorie. Questa iniziativa, alla quale varie regioni italiane hanno aderito, è operativa in Friuli-Venezia Giulia, con il nome di MULTIAZIONE FVG. La presenza in Friuli è fondamentale poiché nodo di accesso cardinale dei flussi provenienti dalla rotta balcanica. La convivenza di larghe fasce di popolazione formate da stranieri è sempre stata una caratteristica distintiva di questo territorio di confine. Tale fenomeno, negli ultimi anni ha visto un’evoluzione senza precedenti.

Il progetto Multiazione, avviato il 10 aprile 2025, avrà una durata di 36 mesi e otterrà circa 1 milione e 800 mila euro di finanziamenti. Il fondo è mirato al raggiungimento di alcuni obiettivi specifici, come l’istituzione dell’Osservatorio Regionale dell’Immigrazione, necessario all’analisi del fenomeno. Ricerca e studio sono un altro obiettivo, necessario a raccogliere e riportare informazioni sui nuovi arrivati in regione; centri multi servizi e mediazione di secondo livello per il supporto alle famiglie giunte e stabilitesi nell’area. L’accompagnamento nel lavoro è un altro punto necessario e fondamentale. Questo poiché gli stranieri non tutelati spesso sono costretti ad accettare lavori non regolamentati e sottopagati. Il rischio di soccombere al caporalato è concreto. Coloro che invece non trovano lavoro, nella loro condizione di forte precarietà, dovuta al mancato inserimento ed alla disperazione, ripiegano alla criminalità di strada per sopravvivere. Multiazione vuole quindi supportare, valorizzare e promuovere le comunità sempre più ampie di migranti che vivono in FVG. Infatti, li considera una risorsa per la società e la regione, prendendo atto della loro sempre più vasta presenza è prioritario renderli membri attivi del territorio.

Caso emblematico del “boom migratorio” è la città di Monfalcone. Situata nella provincia di Gorizia è storicamente legata al cantiere navale Fincantieri. Il colosso della cantieristica navale ad alto tonnellaggio fornisce oltre 7mila posti di lavoro regolari e nel corso del secolo scorso ha costruito centinaia di alloggi per i suoi dipendenti, plasmando di fatto la città. Il cantiere è da sempre il motore produttivo di Monfalcone, nella sua storia ha portato con sé posti di lavoro per operai specializzati e non, favorendo la migrazione, originariamente interna da Sud a Nord, per proseguire oggi con l’arrivo di migranti dall’estero, soprattutto provenienti dal Sub-continente indiano.

La popolazione di Monfalcone è per oltre il 30% costituita da migranti, di cui più della metà bengalesi, ciò la rende il centro urbano con più stranieri in rapporto alla popolazione d’Italia e tra le più alte d’Europa. I bengalesi sono diventati una comunità fortemente operativa della città, lavorando nel cantiere ed aprendo attività commerciali; molti di loro si sono stabiliti permanentemente e mostrano la volontà di rimanere in Italia ed ottenere la cittadinanza, invece di proseguire il viaggio per raggiungere altre mete europee.

Questa permanenza in FVG rende indispensabile che un progetto come Multiazione sia attuato: tutelare gli stranieri del territorio porta con sé vari vantaggi, come mitigare il saldo naturale locale ed evitare il decrescere della popolazione. Un accompagnamento nel processo di collocamento lavorativo genera una maggiore parità tra italiani e stranieri. Una maggiore uguaglianza diminuirebbe lo sfruttamento dei migranti, dovuto alla loro condizione socioeconomica, da parte delle grandi aziende del Friuli.

Fincantieri Monfalcone è stata accusata numerose volte di caporalato e del mancato rispetto delle norme di sicurezza per i suoi morti sul lavoro. Finendo anche a processo. Con un’applicazione diffusa e rigida, le imprese dovrebbero offrire contratti regolari e salari più alti senza giocare a ribasso, questo favorirebbe pari opportunità tra lavoratori italiani e stranieri.

I corsi di lingua di Multiazione permettono un maggiore inserimento sociale dei migranti, coloro che frequentano la scuola dell’obbligo; ovvero i più giovani o gli italiani di seconda generazione avrebbero minori difficoltà a seguire le lezioni e ad integrarsi coi compagni favorendo insieme l’educazione. Secondo quanto raccontato da un ragazzo bosniaco ed una ragazza proveniente dal Bangladesh esistevano già precedentemente corsi di lingua in Friuli per gli stranieri, ma erano limitati a realtà locali proposte dai singoli comuni, senza una struttura diffusa in tutta la regione. Un’iniziativa europea precedente presente in regione era quella del Fondo Sociale Europeo in FVG, conclusa però nel 2013. Le ragioni alla base della poca offerta erano una minore presenza di stranieri sul territorio, ma anche la mancanza di fondi, colmati dai finanziamenti FAMI attraverso la nuova iniziativa UE.

Il progetto europeo per l’integrazione in regione è un enorme passo avanti verso un futuro cosmopolita ed interconnesso. Il Friuli, una realtà relativamente piccola, con poco più di un milione di abitanti di etnie e lingue diverse, condensati in una zona di confine, rappresenta emblematicamente il multiculturalismo della nuova Italia. Tuttavia, persistono difficoltà e problematiche. Nonostante la presenza di stranieri in regione generi un arricchimento culturale dovuto alla diversità e alla libera manifestazione delle proprie radici, un’integrazione sistematica eviterebbe la chiusura tra le parti. Conseguentemente diminuirebbe il fenomeno del razzismo. Vi è dunque la necessità di un impegno condiviso: proveniente in maniera reciproca da italiani e migranti, una collaborazione capace di generare ed ottenere un prospero e stabile avvenire per tutti.