La crisi dello stato di diritto in Polonia: verso la fine dell’ordinamento giuridico europeo?

, di Roberto Castaldi

La crisi dello stato di diritto in Polonia: verso la fine dell'ordinamento giuridico europeo?
Il Primo Ministro polacco, Mateusz Morawiecki, in occasione del Consiglio europeo straordinario del 21 febbraio 2020 - Copyright: Unione europea

La Norvegia dà uno schiaffo morale alla Polonia e all’Unione Europea. Pur non facendo parte dell’UE la Norvegia fa parte del mercato unico, contribuisce al bilancio europeo, ed è tenuta a recepire la legislazione europea relativa al mercato unico, nel quadro dello Spazio Economico Europeo. I fondi norvegesi vengono tra l’altro utilizzati per rafforzare le strutture giudiziarie nei Paesi dello Spazio Economico Europeo più deboli. La Polonia è il maggior beneficiario di fondi UE e dello Spazio Economico Europeo, e una parte dei fondi norvegesi dovevano andare alla cooperazione in materia giudiziaria nel quadro di un accordo specifico cui i 2 governi lavoravano da tempo e che avrebbe dovuto essere firmato a breve.

Il governo norvegese, anche d’accordo con l’Associazione magistrati, ha sospeso la collaborazione giudiziaria con la Polonia, a causa del deterioramento della situazione dello stato di diritto. In particolare la Norvegia ritiene che il problema in Polonia non sia la difficoltà tecnica o la mancanza di mezzi ad ostacolare un sistema giudiziario autonomo ed equo, bensì la ferma volontà del governo di trasformarlo in uno strumento politico al servizio delle forze al potere. Denuncia quindi il rapido deterioramento della situazione dovuto alle riforme che si sono susseguite, nonostante le pronunce e le sentenze del Tribunale Costituzionale e della Corte Suprema polacchi, e della Corte di Giustizia dell’UE, oltre alle critiche mosse dalle istituzioni dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa. In sostanza la Norvegia dice esplicitamente che la magistratura in Polonia non può più essere considerata indipendente.

Il governo norvegese dice cose ovvie, sancite da una serie di sentenze delle più alte corti polacche ed europee. Ma cui il governo polacco e gli altri governi degli Stati membri non hanno dato applicazione. È triste che l’iniziativa venga da un Paese extra-UE, sebbene dentro lo Spazio Economico Europeo. Mentre gli Stati membri non riescono nemmeno a decidere e applicare a carico di Polonia (e Ungheria, che è in una posizione analoga) le sanzioni previste dall’art. 7 del Trattato sull’Unione Europea.

Intanto aumentano i giudici polacchi sanzionati o messi sotto inchiesta dalla nuova camera disciplinare di nomina governativa. La loro colpa è essenzialmente di aver applicato le norme UE e dunque ritenuto illegittime e inapplicabili quelle nazionali ad esse contrarie, incluse le riforme della giustizia sanzionate dalla Corte di Giustizia dell’UE.

Ciò significa che nel disinteresse generale si sta disintegrando lo spazio giuridico europeo, che insieme alla moneta unica è ciò che davvero tiene insieme l’Unione. Il fatto che l’UE rappresenti un ordinamento giuridico autonomo - fondato su valori e diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali - le cui norme sono vincolanti, direttamente applicabili e preminenti sul diritto nazionale degli Stati membri è uno dei maggiori successi dell’UE. È l’infrastruttura giuridica, invisibile ma essenziale, che permette il funzionamento del mercato unico; il mutuo riconoscimento di standard, norme, ecc.; la portabilità di diritti e quindi la libera circolazione delle persone, delle merci, dei servizi e dei capitali nel quadro del mercato unico.

In Italia manca completamente un dibattito su questo, sulla situazione in Polonia e Ungheria, e naturalmente la notizia della decisione del governo norvegese non è nemmeno passata. Eppure siamo il terzo partner commerciale della Polonia con un interscambio di circa 23 miliardi di dollari. Negli ultimi anni molti cittadini ed imprese italiani si sono trasferiti in Polonia e hanno interesse e diritto ad una magistratura ed un ordinamento giudiziario indipendente, non asservito alla volontà del governo polacco.

Articolo originariamente pubblicato sul Blog «Noi, europei» e qui ripubblicato con il consenso dell’autore - http://castaldi.blogautore.espresso.repubblica.it/2020/02/28/la-crisi-dello-stato-di-diritto-in-polonia-verso-la-fine-dell’ordinamento-giuridico-europeo/

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