Sono aperte le candidature per il 45° Seminario nazionale di Ventotene, che si svolgerà dal 30 agosto al 4 settembre. Istituito nel 1981, su impulso di Altiero Spinelli, il Seminario offre l’occasione di riscoprire le radici di un’Europa costruita “dal basso”, non solo come un esercizio di memoria, ma come un vero atto di consapevolezza e di lotta. Pubblichiamo l’immagine che ne danno alcune persone che ci sono state.
L’isola ti accoglie con il suo giallo ocra e quel profumo di sale che sa di antico. Sbarcare a Ventotene non è solo partecipare ad un evento di formazione, ma è entrare in una bolla temporale. Qui il cielo e il mare s’incontrano senza chiedere permesso e la politica non è più un titolo di giornale ma qualcosa di tangibile, a cui tutti partecipano.
Ogni anno, solitamente a settembre, l’istituto di Studi Federalisti “Altiero Spinelli”, con la collaborazione del Movimento Federalista Europeo, della Gioventù Federalista Europea e delle autorità locali, organizza il Seminario nazionale di Ventotene. Per una settimana circa 150 giovani, provenienti da tutta Italia e da altri Paesi europei si riuniscono per trasformare ciò che è un ideale in un progetto politico concreto, sfidando la crisi della democrazia e ripensando al ruolo dell’Europa nel disordine globale.
La vera lezione che si apprende però è il metodo: ascoltare gli altri, smontare i propri pregiudizi e creare uno spazio sicuro, libero, e di confronto. Durante i lavori si percepisce che le radici degli “Stati Uniti d’Europa” non sono fatte di burocrazia, ma di uno sforzo collettivo che ormai si perpetua da ben 85 anni, da quando venne scritto il Manifesto di Ventotene nel 1941.
L’esperienza che si vive sull’isola non si limita a questo, perché, se tutto il giorno si dibatte, la notte diventa infinita e il confronto si sposta per le strade, nella piazza e nei locali, trasformandosi in balli sfrenati sotto le stelle. In tutto questo vibra una profonda bellezza politica: vedere i nostri coetanei ridere, ballare e restare svegli fino all’alba è la prova che esistono già i presupposti per creare un’unione fatta di legami umani che nessuna frontiera potrà mai spezzare.
Prima di ripartire, il cammino verso il piccolo cimitero dell’isola è una tappa obbligatoria. Lì, in un silenzio carico di rispetto davanti alla tomba di Altiero Spinelli e degli altri pionieri, come Luciano Bolis, si comprende che l’eredità che ci hanno lasciato non prevede alcun dogma, ma un’eredità da costruire col nostro operato.
Si lascia l’isola con gli occhi pieni di mare e la testa colma di idee, consapevoli che il vento di Ventotene continuerà a soffiare nelle nostre sezioni, nelle nostre città e, soprattutto, nelle nostre vite.
Non perdete l’occasione di venire o di tornare sull’isola, noi vi aspettiamo qui.





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