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Ultimi commenti

  • Oltre Schengen, un territorio per una sovranità europea

    28 gennaio 2016  00:15, di francesco franco

    In questa Europa Semilibera (la crisi di Shengen è quella del recupero della sovranità in politica estera. Recupero di sovranità che avviene perché gli Americani del Nord che quella sovranità avevano confiscato si stanno ritirando dalle frontiere esterni della EU. Il conducente del veicolo diplomatico della penisola nel frattempo ha dimenticato la perizia nella guida (e certo non è facile condurre una politica estera alle frontiere con 56 mani sul volante (28 per due. Ma perdici la UE esiste!) ed è perfettamente in grado di superare questa crisi che non è patologica ma fisiologica. Come tutti gli organismi per la UE è giunto il momento della pubertà, di affermare l’effettività della sua politica su un territorio, la crisi -come a tutte le federazioni in nuce - deve fare uscire la UE dalla fase infantile e farla diventare effettive le sue decisioni. Varie civiltà hanno riti iniziatici (ANCHE CRUENTI) per segnalare il passaggio dall’infanzia alla pubertà. Non ci si dovrà pertanto spaventare se il Governo italiano e magari quello tedesco dovessero chiedere con toni polemici alla Commissione di imporsi sui recalcitranti. Il passaggio dalla carta trattata, consensualmente, all’effettività imposta diventa ad un certo punto dell’approfondimento delle federazioni che evolvono una fase fisiologica (non patologica!) ineludibile.

  • L’UE, le 24 lingue ufficiali e il trilinguismo imposto

    25 dicembre 2015  01:34, di giuseppe marrosu

    Quasi 3 mesi dopo, non solo non c’è ancora risposta. Ma non sono stati pubblicati nemmeno altri commenti sul sito italiano, su nessun argomento: non c’è dibattito. Invece in inglese e soprattutto in francese l’attività è molto maggiore, anche se perlopiù i commentatori, specie per il francese, sono madrelingua, cosa che di fatto permette dibattiti separati, ma impedisce un dibattito COMUNE. Non c’è dibattito se la gente non si incontra per parlare, e la gente non può parlare insieme se non ha neanche una lingua in comune. Quindi in Europa ci serve (almeno) una lingua comune, che tutti capiscano. Almeno su questo, spero, tutti siamo d’accordo. A quanto pare dall’attività tutt’altro che frenetica di questo sito la lingua in comune, se mai ci sarà, non sarà l’italiano. E tanto meno, dico io, l’esperanto.

  • L’UE, le 24 lingue ufficiali e il trilinguismo imposto

    29 settembre 2015  15:32, di giuseppe marrosu

    Gentile Sig. Giancarlo Rinaldo, mi complimento per il suo coraggio. Se riuscirà a realizzare la traduzione in Esperanto di tutti gli articoli e i commenti pubblicati nei 5 siti gemelli della rete Le taurillion/New Federalist/Treffpunkt Europa/Eurobull/El Nuevo Federalista, a stimolare la partecipazione da parte degli internauti sul sito in esperanto, in modo da superare in popolarità tutti gli altri siti per numero di accessi e di commenti, avrà dimostrato la validità dell’Esperanto come potenziale lingua comune almeno per gli appassionati di dibattiti sull’Europa. Ma se, come credo, aggiungerà solo un altro muro che divide questo spazio di discussione in tante stanzette claustrofobiche dove gli italiani parlano tra italiani, i francofoni tra francofoni, i germanofoni tra germanofoni, gli anglofoni tra anglofoni e gli spagnoli tra spagnoli, e dove tutti finiscono per ignorare gli argomenti degli altri, dovrà ammettere la sconfitta e chiudere bottega.

    Scopo (se non proprio «Lo» scopo) di siti come questo dovrebbe essere quello di promuovere un dibattito comune tra tutti i partecipanti al processo di integrazione europea. Per far ciò serve una lingua comune. Che questa possa essere l’Esperanto, in linea teorica, non mi sembra impossibile ma, in pratica, ritengo che inevitabilmente (salvo disastri) l’inglese (americano) conquisterà l’Europa. Dopodiché sarà l’Europa a conquistare l’inglese e a farlo proprio. E così nascerà l’europeo. E allora cominceranno a studiarlo in tutto il mondo.

  • L’UE, le 24 lingue ufficiali e il trilinguismo imposto

    27 settembre 2015  15:03, di Giancarlo Rinaldo

    Il Sig. Marrosu, approposito delle lingue ufficiali della UE, ha concluso con l’affermazione «Propongo una sfida a voi esperantisti: ci sono ora 5 lingue su questo sito (anche troppe per i miei gusti). Se ci credete tanto metteteci anche l’esperanto. Ma non riuscite a farlo funzionare come si deve (con un adeguato numero di partecipanti) rinunciate alla vostra idea di fare del’Esperanto la lingua dell’UE.»

    Ebbene sono pronto a garantire l’integrale traduzione in esperanto del sito. In esperanto ci sono
    - tre diverse traduzioni della divina commedia
    - tutte le grandi opere mondiali sono tradotte, partendo dalla bibbi al Corano.

    Peccato che sono alquanto in ritardo su dibattito del 2103. Giancarlo Rinaldo di Padova

  • Dal NO francese al NO greco

    8 settembre 2015  22:22, di Antonio Longo

    Quelle già esistenti che si qualificano come tali e quelle che nascono quando non emergono soluzioni europee.