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Novità sul Web

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Ultimi commenti

  • Se l’Europa cambia la Grecia

    7 marzo 2015  15:37, di Francesco Franco

    Concordo in gran parte. La questione vista sotto questo aspetto significa che i federalisti debbano concentrarsi affinché le priorità politiche del piano straordinario degli investimeni siano fissate dal Parlamento Europeo (come reperire queste risorse e farle divenire risorse proprie sarà una questione ulteriore).

  • L’UE, le 24 lingue ufficiali e il trilinguismo imposto

    15 gennaio 2015  23:24, di Giuseppe

    Quello che ci manca per fare l’Unione Europea è un fattore unificante che ci faccia sentire europei. È questa la vera debolezza dell’Unione Europea. È la vera differenza tra l’europeo e l’americano: il primo, quando si sveglia, si sente francese, spagnolo, italiano, estone etc etc, il secondo è americano. Quest’elemento dovrebbe essere una lingua comune, che io credo che si possa identificare con l’esperanto, una lingua artificiale e creata apposta per essere facile per tutti i ceppi linguistici. Naturalmente ciò non comporterebbe all’eliminazione della propria lingua, bensì alla creazione di una seconda lingua ufficiale (come accade in Lussemburgo per il tedesco, il francese e il lussemburghese). In questo modo tutti potrebbero comunicare con tutti, ovviando i problemi legati al multilinguismo, che non si ferma alla mancanza di comunicabilità tra le istituzioni dell’Unione europea ed i vari cittadini e tra gli stessi, ma anche ad un livello d’applicazione della norma europea. La traduzione giuridica non sempre dà un significato uguale in tutte le lingue, ma anzi questo causa sottigliezze che possono determinare il potere di un’istituzione o l’applicazione di una norma. Questi dubbi rallentano i giudizi e la burocrazia, creando, di fatto, una macchina meno efficiente.

  • Un Grande Presidente

    15 gennaio 2015  07:35, di chiara stigliani

    grazie presidente .i auguro che il prossimo sia come lei con stima

  • L’11 settembre dell’Europa

    13 gennaio 2015  16:37, di Antonio Longo

    Gli aerei dirottati che colpiscono le Twin Towers simboleggiano l’attacco alla potenza politica-tecnologico-militare americana. La strage di Charlie Hebdo simboleggia l’attacco ai valori che la laicità della civiltà europea esprime. Sono due diversi 11 settembre, ma entrambi opera di un terrorismo della stessa matrice ideologica.

  • L’11 settembre dell’Europa

    8 gennaio 2015  23:07, di Francesco Maria Mariotti

    Grazie della riflessione. Io non sono del tutto d’accordo nel definirlo «11 settembre dell’Europa». L’attacco dal punto di vista simbolico è pesantissimo, ma non dobbiamo vedere un gigante dove non c’è, come dice la bella frase di Marek Halter. E dobbiamo guardare alla complessità di questo fenomeno con freddezza.

    Ho scritto in modo più approfondito qui http://mondiepolitiche.blogspot.it/2015/01/la-guerra-strana-che-non-deve.html