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Il motore dell’unificazione europea

La coppia franco-tedesca - Parte I

, di Davide Negri

Francia e Germania costituiscono il cuore dell’Europa. Il cammino dell’integrazione europea non sarebbe iniziato senza la loro storica riappacificazione.

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1) Quali fattori hanno legato i destini di questi due paesi?

A legare i destini dei due paesi concorsero due fattori: uno esterno ed uno interno all’Europa. Il fattore esterno si concretizzò negli anni seguenti la Seconda Guerra Mondiale con il fallimento dell’impresa hitleriana. Con lo scoppio della guerra fredda il sistema mondiale degli Stati fu dominato da Usa e Urss: gli Stati europei decaddero nel ruolo di stati satelliti. Il problema della sicurezza, per gli Stati dell’Europa occidentale (Francia e Germania occidentale in primis), aveva radicalmente cambiato di natura. Non si trattava più di difendersi dai propri vicini, ma per tutti insieme, di difendersi sotto la leadership americana, della minaccia proveniente dall’Unione sovietica. Il fattore interno riguardò invece la Francia. Essa si rese conto che non disponeva più della carta russa per costruire un equilibrio europeo destinato a contenere la Germania. La riconciliazione franco-tedesca diventava quindi un obiettivo strategico obbligato: per difendersi dall’ Urss e per contenere la Germania. Però riconciliazione significava appunto concedere ai tedeschi pari dignità: un’ ostacolo psicologicamente e politicamente formidabile.

2) Quali furono i primi passi di una riconciliazione così difficile?

Il primo passo fu compiuto dagli americani con il piano Marshall. Lo straordinario valore di questa iniziativa sta nella richiesta degli stati Uniti all’Europa di gestire gli aiuti in modo multilaterale e in condizioni di parità. L’OECE, ora OCSE, fu la prima organizzazione in cui ai tedeschi fu riconosciuta pari dignità. Il secondo passo fu compiuto il 9 maggio 1950: il ministro degli Esteri francese Robert Schuman lesse una solenne dichiarazione con cui proponeva di porre l’intera produzione carbo-siderurgica della Francia, della Germania e di qualsiasi altro paese europeo che avesse voluto aderire , sotto il controllo di un’autorità comune (la CECA) in condizioni di parità fra tutti i partecipanti. La proposta risolveva tutte le contraddizioni: permetteva la ricostruzione del sistema industriale tedesco; dava alla Germania piena dignità, ma sottraeva quell’industria strategica a un controllo puramente nazionale. Era un “progetto” rivoluzionario. Le opinioni pubbliche lo compresero e lo accettarono perché faceva parte di una “visione” politica grandiosa: gli Stati europei si sarebbero gradualmente uniti – fino ad a giungere ad un unione federale - per evitare alle future generazioni il flagello fratricida della guerra.

3) Con la CED (cioè la creazione di un esercito europeo sotto uno stato maggiore comune che avrebbe avviato alla creazione di una Comunità politica federale) l’unificazione federale fu vicina ma sfumò nel voto contrario del Parlamento francese nell’estate del ’54. Così continuò sul binario dell’integrazione economica che cominciò con il Trattato di Roma ratificato il 1° gennaio 1958. Come è stato concepito e vissuto il processo di riconciliazione dalla Francia?

La Francia della Quarta Repubblica subiva fortissime pressione dalla debolezza delle istituzioni e dal suo scricchiolante impero coloniale. Poco tempo dopo il generale De Gaulle prese il potere e diede alla nascita la Quinta Repubblica: il Parlamento era fortemente indebolito, il Presidente era Capo dello Stato era arbitro della politica estera, il Governo una sua emanazione. De Gaulle seppe restituire al paese il rispetto di uno Stato forte (anche troppo) e di istituzioni stabili. Il gollismo consisteva appunto nell’ambizione di tornare ad essere una grande potenza nel mondo. Però il generale si rese conto che era necessario puntare sulla carta tedesca per riaffermare un’egemonia francese in Europa: cioè svilupparne l’economia ma mantenerla politicamente debole. La politica estera di De Gaulle perseguiva tre obiettivi:
- continuare l’integrazione comunitaria finché fosse stata utile all’ammodernamento dell’economia francese
- avere mani libere in politica estera (la Comunità doveva essere tenuta sotto controllo)
- instaurare un rapporto privilegiato con la Germania.

Dopo la ratifica del trattato di Roma, De Gaulle volle negoziare con Adenauer un trattato bilaterale franco-tedesco. Esso consentiva a due paesi diversissimi per sistema politico, economico e culturale di avvicinarsi e comprendersi per poter così coabitare all’interno delle istituzioni europee.

4) Come visse e concepì invece la Germania il processo di riconciliazione?

La Germania usciva dalla guerra politicamente, economicamente e moralmente distrutta. Il fatto che la cortina di ferro passasse attraverso la Germania, era nella coscienza di ogni tedesco una ferita impossibile da rimarginare. Per Konrad Adenauer l’integrazione rappresentava la grande occasione di riscatto nazionale, ma prima doveva risolvere i suoi rapporti con la Francia. La Germania era conscia dell’ambiguità della politica francese - essa raccontava al continente (e a sé stessa) che la sua politica avrebbe rafforzato l’Europa intera mentre in realtà la politica d’integrazione era un modo per perseguire l’egemonia in Europa. Nonostante ciò provocasse irritazione, i tedeschi avevano due obiettivi da perseguire:
- consolidare le proprie credenziali di democrazia stabile;
- compensare l’assenza di peso politico con il successo economico.

Per entrambi questi obiettivi aveva bisogno dell’integrazione europea che senza la riconciliazione con la Francia, e la ricerca di un rapporto privilegiato con essa, sarebbe stata inconcepibile.

Vedi on line : La seconda parte dell’articolo

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Tuoi commenti

  • su 13 ottobre 2010 a 20:26, di George Brunt In risposta a: Il motore dell’unificazione europea.

    Per una vera democrazia in Europa: Si preparano le primarie europee nel PSE.

    Con queste primarie, il prossimo presidente della Commissione Europa potrebbe essere democraticamente dai cittadini europei! http://www.facebook.com/group.php?gid=139773746044558 http://bonanni.blogautore.repubblica.it/2010/09/28/si-preparano-le-primarie-europee/

  • su 14 ottobre 2010 a 16:42, di Massimo In risposta a: Il motore dell’unificazione europea.

    Speriamo sia la volta buona! Il PSE ha una grande responsabilità nel non aver proposto un candidato alternativo a Barroso, sostenuto dal PPE, nelle scorse elezioni.

    http://www.eurobull.it/Chi-e-il-candidato-del-Partito

  • su 18 ottobre 2010 a 17:04, di Henry Arnaud In risposta a: Il motore dell’unificazione europea

    Bel testo, rileviamo due cose:

    1) Come la Francia alla fine non sia stata conseguente nel reggiungere il suo obiettivo di egemonia, cosa probabilmente fattibile se avesse dato più potere all’Europa e fosse passata ad una federazione: Sarebbe stata una federazione francofona e con le strutture basate sul modello francese. Non l’ha fatto ed ha modo di dolersene, e ne avrá ancor di più in futuro.

    2) L’europa é stata un modo per superare la prima parte della seconda guerra mondiale tramite una riappacificazione. È possibile chiudere definitivamente la seconda guerra mondiale con una pacificazione post guerra fredda? Forse non é troppo tardi per riaccogliere la Russsia nella grande famiglia Europea. Ragioni pratiche e di complemantarietá ce ne sono a iosa, se negli anni passati non avessimo fatto una politica miope di spoliazione dei nostri vicini e non avessimo tradito le aspettative che avevano riposto in noi probabilmente ora staremmo tutti meglio...

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